spazi per associazioni e incubatore microimpresa PDF Stampa E-mail

 

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        7. i tempi del cambiamento

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        Tra gli esiti positivi del nostro operare di associazioni, artigiani e artisti su questo pezzo di territorio ai margini del quartiere isola e ai confini con il grande vuoto del Garibaldi-Repubblica è stato quello di divenire per 5 anni noi stessi degli attori informali e protagonisti della trasformazione temporanea di Stecca degli Artigiani e dei giardini di Via Confalonieri, con tutti i pregi e difetti del prendersi cura di uno spazio in abbandono, senza l’appoggio delle forze dell’ordine.

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        L’area era irrisolta da 50 anni, l’ex edificio industriale era in stato di semiabbandono da una decina d’anni e chissà quanto tempo sarebbe ancora passato per poter vedervi insediata una nuova attività, nuove persone laboriose, nuovi colori sulle facciate?

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        Il nostro operare vuole avviare anche un dibattito sugli usi temporanei degli spazi in abbandono, vorremmo infatti suggerire ai Pubblici Amministratori, ai legislatori e pianificatori, ai proprietari di lotti ed edifici in disuso, di ripensare e fruire di quel “tempo di mezzo” tra vecchia e nuova destinazione d’uso, e non previsto (come tempo attivo) dalla Pianificazine Territoriale, ma che ha permesso alla Stecca degli Artigiani come a molti altri spazi in abbandono di far germogliare servizi autorganizzati, talvolta sussidiari alle Politiche abitative, lavorative, della cultura e tempo libero.

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        Ai proprietari privati di lotti ed edifici in disuso si potrebbe consigliare di fare una valutazione seria e concreta del reale valore immobiliare dei beni immobili, e Incoraggiare nuove soluzioni temporanee e strade innovative per lo sviluppo e la commerciabilità degli spazi, come eventi tematici o microprogetti imprenditoriali di giovani e creativi. 

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        Perché Stecca degli Artigiani sia esemplare anche come modello di riuso temporaneo, migliorabile e adattabile a molti contesti di fabbriche, edifici e spazi in abbandono, vanno però ridefinite e rafforzate le regole di controllo ed intervento delle forze dell’Ordine.

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        La cura, la manutenzione, l’informazione, gli eventi, i laboratori e botteghe artigiane pur con le migliori regole di convivenza e cooperazione, soccombono facilmente alla forza e alle minacce, anche fisiche, di spacciatori e malfattori. Per questo chiediamo un confronto diretto con le Istituzioni perché intervengano contro gli episodi di delinquenza e siano garanti del regolare svolgimento delle attività quotidiane di artigiani, associazioni, artisti, abitanti locali .



 

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