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Questi
anni di coabitazione tra associazioni, artigiani, artisti e alcuni senza
tetto presenti alla stecca degli Artigiani hanno permesso di definire
delle regole di convivenza e rispetto reciproco per l’autogestione
degli spazi, per l’offerta di servizi al pubblico, per gli orari di
apertura e chiusura, per la comunicazione all’esterno. Un equilibrio
fragile, gestito con una riunione settimanale serale, il lunedì sera,
di tutte le associazioni, che pur ribadendo il tema della “lotta comune”
per il mantenimento di Stecca degli Artigiani e dei giardini di Via
Confalonieri “come spazi pubblici per il quartiere e la città contro
la speculazione immobiliare”, ha visto non poche rotture e prese di
posizione contrastanti, sui modi di fare progetto, di relazionarsi con
il quartiere e con la proprietà delle aree (oggi ancora comunali, ma
a breve della società Hines, già proprietaria dell’area “città
della moda” tra corso Como, viale Sturzo e via della Liberazione).
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La
compresenza di vecchi e nuovi artigiani, di associazioni molto diverse
legate all’urbanistica, al sociale, alla cucina biologica, alla riqualificazione
degli spazi verdi, alla cooperazione internazionale, alla cultura della
bicicletta, della streetTv, del fumetto, della musica jazz e balcanica,
alla presenza di vecchi e nuovi artisti e studenti dell’Accademia,
hanno creato moltissimi momenti di fertile scambio e
apprendimento, potenziando le conoscenze personali, ibridando
e creando eventi pubblici aperti a diversi tipi di popolazioni di giovani,
anziani, di abitanti e cittadini milanesi, di studenti ,professori e
ricercatori universitari, di politici e intellettuali ancor oggi incerti
nel definire con una parola univoca questa esperienza.
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Oggi,
la situazione di incertezza urbanistica sulle sorti di questo edificio
e dei giardini antistanti, porta alla costruzione di un progetto che
è ,più che altro, un programma di attività che possa consolidare
i servizi ad oggi avviati, fare crescere l’esperienza delle giovani
associazioni, supportare e accompagnare la ridefinizione delle botteghe
dei vecchi e nuovi artigiani.
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Quanto
presentiamo oggi è da considerarsi un modello gestionale in costruzione,
da verificare ovviamente con l’attuale e la futura proprietà, ma
che tenga conto del principio federativo di convivenza e cooperazione
fino ad oggi sperimentato (vedi
bozza organigramma, Allegato 6).
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Ci
preme sottolineare l’importanza di alcune regole e linee guida
per il modello gestionale che vorremmo fossero mantenute anche
in futuro:
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_mixitè
di attività e popolazioni: mantenere una pluralità di attività
sia diurne che notturne, che possano attrarre popolazioni di giovani,
anziani, residenti e non (> controllo sociale costante)
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_lo scambio formativo
e di competenze: per una conoscenza e apprendimento sinergico tra
artigiani, associazioni, artisti;
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_eventi ed attività
pubbliche comuni mensili e stagionali
: per mantenere vivo un immaginario e delle attività plurali, offerte
al quartiere e alla città
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_gestione spazi
comuni in rotazione: per una maggiore responsabilizzazione e appropriazione
degli spazi
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_servizi al quartiere
e alla Città: un criterio di selezione delle attività e delle
associazioni dovrà essere l’offerta di un servizio carente, mancante
o ritenuto di pregio per il quartiere Isola.
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_ospitalità per
attività locali ed associative: riunioni di quartiere e cittadine,
conferenze pubbliche, piccole feste di auto-finanziamento per associazioni
spesso non trovano spazio in città. Nel rispetto degli orari e delle
regole di utilizzo, potranno essere ospitati.
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_piattaforma informatica comune
: mantenimento di servizi sito internet comune (come rete dei siti),
ufficio stampa , sportello informativo
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_incubazione di
attività microimprenditoriali: l’esperienza di passare da un’attività
volontaria e associativa a quella micro-imprenditoriale sarà favorita
dalla possibilità di utilizzo di spazi, come pure dalla possibilità
di organizzare corsi e seminari con esperti.
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_consumo critico:
la commercializzazione e la vendita di prodotti artigianali, alimentari,
vivaistici, come pure le attività di ristoro saranno orientati dai
gruppi di acquisto dei consumatori.
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_definizione di
un Comitato Scientifico triennale con rappresentanza associazioni, artigiani,
artisti e rappresentanza quartiere Isola.
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_partecipazione
locale nella gestione e nel comitato scientifico: molti abitanti
appartenenti ad associazioni o come singoli saranno (come oggi) già
i diretti gestori di spazi e attività, ma una rappresentanza del quartiere
si confronterà con associazioni, artigiani e comitato scientifico durante
gli incontri periodici.
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In questi anni
un dialogo costante con università, accademia, esperti ed intellettuali
sia milanesi che stranieri, ci ha permesso di potenziare e migliorare
l’offerta di alcuni eventi e servizi al quartiere e alla città. In
particolare per la definizione di un comitato scientifico
segnaliamo :
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_associazionismo,
urbanistica, architettura, politiche pubbliche:
Avventura Urbana, Sandro Balducci, Stefano Boeri, Davide Branca, Milly
Moratti, Maurizio Pagani, Fabio Parenti, Gabriele Rabaiotti, Studio
De Carlo, studioEU, Mirko Zardini. (da verificare le disponibilità)
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_artigianato, design,
grafica: Enzo Mari, Ezio Manzini, PAO. (da verificare le disponibilità)
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public art, visual art, teatro, musica: Atelier LeBalto, Alioscia,
Dario Fo, Hans Ulrich Obrist, Renato Sarti, Marco Scotini, Stalker –Osservatorio
Nomade. (da verificare le disponibilità)
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_dal quartiere
Isola: Paolo Artoni, Anna Melone, alcune maestre scuole elementari
e medie, ristoratore Paolo della trattoria "daTommaso", abitanti case via De Castillia, Patrizia
Airaghi- I Mille…(da verificare le disponibilità)
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