spazi per associazioni e incubatore microimpresa PDF Stampa E-mail

 
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          4. i modelli : le creative factory, i community centers, i mercatini e i community gardens

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        I modelli di riferimento per il progetto futuro, sono i Community Center o le creative factory inglesi ed americane come The Chocolate Factory a Londra, NDSM-WERF ad Amsterdam, Kunst-Werke a Berlino, PICCED (Pratt Institute Center for Community Development ) a New York city, ma anche i progetti di centri polifunzionali per la comunità locale come Villaggio Barona a Milano e Spazio Aurora a Rozzano, i cui promotori sono stati consulenti preziosi durante i workshop interni tra associazioni e alla stesura di questo progetto.

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        Le esperienze straniere insegnano l’importanza di avere un centro polifunzionale in un quartiere, che sia d’interesse locale e cittadino. Sono  luoghi di supporto per le attività delle associazioni, degli abitanti, degli architetti o artisti mobilitati, per riunioni ed attività interne, ma anche per l’offerta di  servizi  autorganizzati rivolti al quartiere connotati dall’emergenza locale (abitativa, lavorativa, alimentare, educazione ai minori, integrazione dello straniero, religiosa…). Offrono materiale informativo, si attivano per eventi  temporanei ed hanno spazi per attività più continuative come corsi specializzati, comunicando con conferenze pubbliche e mostre didattiche rivolte alla comunità locale e alla città. Generalmente hanno orari di apertura e chiusura definiti e quando possibile un giorno dedicato alla visita guidata delle attività aperto al pubblico. Costituiscono dei centri di incontro e ascolto per il quartiere e la comunità locale, ma possono divenire esemplari modelli di interesse cittadino, soprattutto quando riescono ad avere la notorietà dei media, per l’offerta di servizi ed eventi a scala urbana. A seconda del livello di consapevolezza e imprenditorialità le associazioni riescono a mantenere i community center con l’accesso a finanziamenti sia pubblici che privati.

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        In questi anni abbiamo studiato anche alcuni modelli di attivazione degli spazi aperti e a giardino, con il coinvolgimento degli abitanti, come i mercatini del contadino , con la vendita di prodotti direttamente dal produttore al consumatore e i community gardens americani o i temporaere gaerten tedeschi (vedi la mostra green action: www.cantierisola.org/bio), giardini temporanei dove architetti del paesaggio, artisti, musicisti chiamano cittadini e turisti a visite guidate e performance per conoscere i potenziali degli spazi abbandonati. E così abbiamo sperimentato positivamente queste modalità di progetto, dal 2002 nei giardini di via Confalonieri con il mercatino mensile “in campagna all’Isola” (con finanziamento della Fondazione Cariplo) e la collaborazione per un orto di comunità con l’artista Stefano Boccalini. 



 

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