spazi per associazioni e incubatore microimpresa PDF Stampa E-mail

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        2. riattivare un margine urbano? strategie e criticità

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        Il nuovo progetto che si vuole proporre è parte di un percorso di riqualificazione già avviato dal 2001 da una rete di associazioni, artisti e artigiani, grazie ad attività autopromosse e finanziamenti privati. Associazioni, architetti, artisti e abitanti hanno scelto di occupare temporaneamente l’ex edificio industriale e proporre una strategia di riattivazione degli spazi in abbandono, adottando dei dispositivi di trasformazione alcuni temporanei ed altri più stabili come gli eventi, l’informazione, la cura e manutenzione, che si sono tradotti nei progetti de: il bio-mercatino mensile “in campagna all’Isola”, il progetto europeo di scambio interculturale Isolanetwork, gli eventi socio-culturali come “la strada rovescia la città”, “coloriamo la Stecca”,“la bicicletta di Lia”, il centro di ascolto e scuola di italiano per migranti, le mostre ed installazioni ad Isola art center,l’informazione al quartiere, la promozione di conferenze e la partecipazione ai Concorsi Internazionali sull’area del Garibaldi-Repubblica, i laboratori di ciclofficina, falegnameria, camera oscura, i corsi di fumetto, video, web-design, gli spazi di incontro per i gruppi di Consumo Critico, le rassegne di cinema, teatro, musica e l’ospitalità ad una pluralità di associazioni culturali, artistiche e artigianali a base locale e cittadina.

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        Le azioni temporanee hanno permesso di avviare un processo di lenta metamorfosi di spazi, popolazioni , attività che hanno sedimentato un nuovo immaginario, non più legato all’abbandono , ma ad una fertile cultura dell’autorganizzazione , capace di riqualificare e riattivare gli spazi, e così nuove associazioni hanno chiesto ospitalità. Dal 2001 al 2006 si sono insediate accanto ai laboratori degli artigiani ed alle associazioni Apolidia, Athla e alla sede del PRC, le associazioni Cantieri Isola, Controprogetto, Ida (Isola dell’Arte), OUT, IsolaTv, Maltrainsema,+BC, Isola Critica, Architetti senza Frontiere, Deposito Lirico, PrimoPiano (allegato 1, allegato 2).

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        La presenza di artigiani, associazioni, artisti non ha però permesso un costante presidio e tutela degli spazi comuni quali il cortile, le scale, i bagni e pianerottoli. Le maggiori criticità nella gestione sono state l’emergenza abitativa e lo spaccio. L’emergenza abitativa di molte famiglie rom e di migranti senza permesso di soggiorno, che ha visto la crescita nella città di Milano di intere baraccopoli, non ha tardato a manifestarsi anche alla stecca degli artigiani, con una presenza costante di circa una decina di soggetti, soprattutto uomini soli e di diversa provenienza (nord-Africa, Romania, Centro-Africa). Nonostante gli sforzi delle associazioni per trovare soluzioni abitative alternative, tramite l’attivazione di una rete cittadina di sostegno ai migranti (come Naga, Opera Nomadi, Darcasa) la situazione igienica e l’effetto di abbandono sono andati peggiorando. In un contesto di marginalità a fasi alterne, altre figure parassitarie hanno fatto ingresso, come spacciatori di sostanze, prostituzione notturna, smercio di oggetti rubati. Per contrastare il degrado la rete di associazioni e artigiani ha adottato diverse soluzioni pacifiche come la chiusura serale di cancelli, l’appello pubblico alle autorità, la tavolata con il quartiere contro lo spaccio… soluzioni che senza il supporto delle forze dell’Ordine si sono rivelate totalmente fallimentari e dannose all’immagine di Stecca degli Artigiani come luogo di progetto, faticosamente costruita in questi anni con il quartiere e la città. (allegato 3)



 

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